Bolzano contro la tratta di persone: 536 vulnerabili intercettati nel 2025
20 ottobre 2025



Nel corso del 2025, il Progetto Alba ha intensificato il proprio impegno nella lotta contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento in Alto Adige. Nei primi dieci mesi dell’anno sono stati avviati 19 percorsi di accoglienza personalizzati e sono state intercettate 536 persone vulnerabili, tra cui un numero crescente di uomini, spesso vittime di sfruttamento lavorativo.


Si tratta di un fenomeno in evoluzione: accanto allo sfruttamento sessuale, infatti, si registra un aumento dei casi legati al lavoro domestico, agricolo e all’edilizia. Le vittime, provenienti principalmente dall’Africa e dall’America Latina, hanno in media 33 anni.

La tratta sessuale a Bolzano, un giro di soldi

In occasione della Giornata europea contro la tratta, operatrici e operatori del Progetto Alba – insieme a La Strada–Der Weg, Volontarius e Consis – hanno consegnato al sindaco di Bolzano lo striscione con la scritta “Bolzano non tratta”, un gesto simbolico per ribadire l’impegno della città nella difesa della dignità e della libertà delle persone.


Il Progetto Alba, attivo dal 2003, offre accoglienza, protezione e percorsi di reintegrazione alle vittime di tratta, aiutandole a ricostruire la propria autonomia. Solo nel 2025 sono stati realizzati oltre 1.500 contatti di supporto, con un lavoro costante di ascolto, orientamento e tutela legale.


“È fondamentale aumentare la consapevolezza del fenomeno e favorire percorsi di uscita sicuri – ha spiegato Nicole Farinella del progetto –. Nessuno deve sentirsi solo o senza alternative”.


Il messaggio è chiaro: contro la tratta servono rete, consapevolezza e umanità.

Bolzano continua a essere un territorio attivo, attento e solidale nella lotta contro ogni forma di sfruttamento.



Leggi l'intero articolo pubblicato dal quotidiano locale Alto Adige in occasione della XIX° giornata Europea contro la tratta di esseri umani.

1 marzo 2026
Nei giorni scorsi il Progetto Alba ha partecipato all’incontro nazionale “Riflessioni sul Sistema Antitratta” (RSA), tenutosi ad Abano Terme. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, operatori e realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla tratta di esseri umani. Dai dati presentati a livello nazionale emerge un quadro in evoluzione, che invita a leggere il fenomeno con strumenti aggiornati. Non si tratta solo di quantità, ma di trasformazioni nelle modalità di ingresso, nei profili delle persone coinvolte e negli ambiti di sfruttamento. Tre cambiamenti, in particolare, risultano significativi. 1. Ingressi regolari in aumento: cresce il canale aereo Un primo elemento riguarda le modalità di arrivo in Italia: nel 2017 oltre il 90% delle persone intercettate dal sistema antitratta risultava arrivato via mare. Nel 2025 questa percentuale si riduce a poco più del 50%, mentre gli ingressi via aereo superano il 30%. Si osserva quindi una crescita delle persone che entrano nel Paese con visto o contratto di lavoro. Questo dato evidenzia come le situazioni di sfruttamento possano svilupparsi anche all’interno di percorsi formalmente regolari. Lo sfruttamento lavorativo può manifestarsi attraverso retribuzioni non conformi, orari eccessivi, condizioni abitative inadeguate o dipendenza economica dal datore di lavoro. Si tratta di dinamiche che possono emergere progressivamente, soprattutto in presenza di fragilità economica o isolamento sociale. 2. Cambia il profilo delle persone coinvolte Un secondo cambiamento riguarda il genere: nel 2017 le donne rappresentavano circa l’85% delle persone prese in carico dal sistema nazionale. Nel 2025 il dato si riequilibra: gli uomini raggiungono il 52,5%, mentre le donne si attestano al 44%. Parallelamente, cresce la presenza di persone provenienti da Paesi del Nord Africa e dell’Asia centro-meridionale. Il fenomeno si presenta quindi con caratteristiche più articolate rispetto al passato. Le situazioni di vulnerabilità possono riguardare uomini e donne, con percorsi migratori e lavorativi differenti. Questo ampliamento dei profili coinvolti contribuisce a ridefinire l’immagine tradizionale della tratta. 3. Lo sfruttamento lavorativo supera quello sessuale Il dato più significativo riguarda la tipologia di sfruttamento: nel 2025 lo sfruttamento lavorativo rappresenta oltre il 55% dei casi rilevati a livello nazionale, mentre quello sessuale si attesta intorno al 38%. Per la prima volta, il lavoro diventa l’ambito prevalente. A livello nazionale, le situazioni intercettate interessano diversi settori produttivi, tra cui agricoltura, edilizia, manifattura e servizi. Si tratta di un’evoluzione che non ridimensiona la gravità dello sfruttamento sessuale, ma evidenzia come il fenomeno si stia progressivamente orientando verso forme meno visibili e maggiormente legate al contesto lavorativo. Uno sguardo aggiornato anche per il territorio Nel contesto della provincia di Bolzano, la tratta è stata storicamente associata soprattutto allo sfruttamento sessuale. Le evidenze nazionali mostrano oggi un quadro più ampio, in cui assumono rilievo anche le dimensioni lavorative e una crescente presenza maschile. La provincia è caratterizzata da un’economia dinamica e da una significativa domanda di manodopera in diversi settori. In questo scenario, l’aggiornamento delle chiavi di lettura rappresenta uno strumento di prevenzione e consapevolezza. L’evoluzione del fenomeno a livello nazionale offre l’opportunità di rafforzare l’attenzione su possibili situazioni di fragilità, senza attribuire etichette o generalizzazioni, ma promuovendo una cultura della tutela e della responsabilità condivisa. Il ruolo del Progetto Alba Il Progetto Alba , attivo da oltre vent’anni sul territorio provinciale, continua a operare nell’identificazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa delle persone vittime di tratta o grave sfruttamento. Le trasformazioni emerse nel confronto nazionale confermano l’importanza di un approccio integrato che unisca prevenzione, accompagnamento e percorsi di autonomia. Aggiornare lo sguardo significa riconoscere che il fenomeno evolve nel tempo. Rafforzare la collaborazione tra servizi, istituzioni e comunità locali rappresenta uno strumento essenziale per intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità e promuovere percorsi di inclusione duraturi. Segnalare è un gesto di responsabilità Contrastare la tratta significa anche saper riconoscere possibili situazioni di sfruttamento e orientare le persone verso i servizi di tutela. In caso di dubbi o per segnalare situazioni di possibile sfruttamento è attivo il Numero Verde Nazionale Antitratta 800 290 290 , gratuito, multilingue e operativo 24 ore su 24. È possibile contattare direttamente il Progetto Alba al numero 0471 402 338 (Tasto 3) per ricevere informazioni o orientamento. Informarsi, riconoscere e segnalare sono strumenti concreti di prevenzione e responsabilità condivisa.  Manteniamo alta l’attenzione attraverso #AlbaNonTratta #BolzanoNonTratta #AltoAdigeNonTratta #LiberailTuoSogno
18. Oktober 2025 – Südtirol schließt sich dem Kampf gegen Menschenhandel
18 ottobre 2025
Südtirol beteiligt sich am 19. Europäischen Tag gegen Menschenhandel. Das Projekt Alba bekräftigt sein Engagement für Prävention, Schutz und Integration der Opfer von Ausbeutung.