Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani
30 luglio 2024

Bolzano non tratta


Nel 2013 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito con risoluzione

A/RES/68/192, il 30 luglio come Giornata Mondiale contro la Tratta di Persone.


La tratta di esseri umani è un crimine che vede uomini, donne e bambini vittime di gravi forme di sfruttamento, tra le quali il lavoro forzato e lo sfruttamento sessuale. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che 21 milioni di persone siano vittime del lavoro forzato, qui ricomprese anche le vittime di sfruttamento sessuale.


Questo fenomeno riguarda tutti i paesi, siano essi paesi di origine, di transito o di destinazione delle vittime. Secondo il rapporto sul traffico di esseri umani dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), quasi un terzo delle vittime sono minori. Inoltre, il 71% del totale è costituito da donne e bambine.


La campagna globale di quest'anno per la Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani sollecita un'azione accelerata per porre fine alla tratta di bambini. I bambini rappresentano una percentuale significativa delle vittime della tratta in tutto il mondo, e le bambine sono colpite in modo sproporzionato.


A livello globale, 1 bambino su 3 è vittima della tratta di esseri umani.


Secondo il Global Report on Trafficking in Persons (GLOTIP) dell'UNODC, inoltre, i bambini hanno il doppio delle probabilità di subire violenza durante la tratta rispetto agli adulti. Regioni come l'Africa subsahariana, il Nord Africa, l'America Latina e i Caraibi sopportano un onere sproporzionato, con i bambini che rappresentano il 60% delle vittime di tratta individuate.


In mezzo a crisi sovrapposte come conflitti armati, pandemie, difficoltà economiche e sfide ambientali, i bambini sono sempre più vulnerabili alla tratta. Inoltre, la proliferazione delle piattaforme online comporta ulteriori rischi, poiché i bambini spesso si collegano a questi siti senza adeguate protezioni. I trafficanti sfruttano le piattaforme online, i social media e il dark web per reclutare e sfruttare i bambini, utilizzando la tecnologia per eludere l'individuazione, raggiungere un pubblico più ampio e diffondere contenuti di sfruttamento.



Le cause della tratta di minori sono tanto diverse quanto i modi in cui i bambini vengono sfruttati.

I bambini sono soggetti a varie forme di tratta, tra cui lo sfruttamento nel lavoro forzato, nella criminalità o nell'accattonaggio, la tratta per l'adozione illegale, il reclutamento nelle forze armate, l'abuso e lo sfruttamento online e sessuale.


Le cause alla radice sono molteplici, tra cui la povertà, l'inadeguato sostegno ai bambini non accompagnati nel contesto dell'aumento dei flussi migratori e di rifugiati, i conflitti armati, le famiglie disfunzionali e la mancanza di cure parentali. In particolare, nei Paesi a basso reddito, i bambini vengono spesso trafficati per il lavoro forzato, mentre nei Paesi ad alto reddito lo sfruttamento sessuale rimane prevalente tra le vittime minorenni.


L'identificazione e la protezione delle vittime minorenni rimangono difficili a causa della scarsa segnalazione, della mancanza di consapevolezza e delle risorse inadeguate per i servizi di assistenza alle vittime. I trafficanti spesso utilizzano la coercizione, l'inganno e le minacce per mantenere il controllo sulle loro vittime, rendendo difficile l'intervento delle autorità.


Per combattere efficacemente questo flagello, sono necessari sforzi concertati a livello nazionale e internazionale. Gli Stati devono dare priorità alla protezione dei minori, rafforzare la legislazione, migliorare l'applicazione della legge e stanziare maggiori risorse per combattere la tratta di minori. Gli sforzi di prevenzione dovrebbero essere rivolti alle cause profonde, come la povertà e la disuguaglianza, per ridurre la vulnerabilità dei bambini. Particolare attenzione deve essere prestata al traffico di bambini in movimento.


Il rafforzamento dei sistemi di protezione dei minori e l'implementazione di meccanismi di giustizia sensibili ai minori sono fondamentali per sostenere le vittime e ritenere i responsabili responsabili. Affrontare lo sfruttamento minorile online richiede strategie innovative, collaborazione tra aziende tecnologiche e forze dell'ordine e quadri giuridici solidi.

Le organizzazioni della società civile, il settore privato e le comunità hanno un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione, nella fornitura di servizi di supporto e nella promozione di riforme politiche.


Molte vittime della tratta di esseri umani hanno sperimentato l’ignoranza o l’incomprensione nei loro tentativi di ottenere aiuto. Hanno avuto esperienze traumatiche dopo il salvataggio, durante i colloqui di identificazione e i procedimenti legali. Alcune hanno affrontato la rivittimizzazione e la punizione per i crimini che sono state costrette a commettere dai loro trafficanti. Altre sono state sottoposte a stigmatizzazione o hanno ricevuto un sostegno inadeguato.


Un problema globale come la tratta ha bisogno di una soluzione globale, motivo per cui le Nazioni Unite organizzano questa giornata: per sensibilizzare, incoraggiare la vigilanza e ottenere sostegno nella lotta contro la tratta. Gli Stati devono migliorare i loro sforzi per attuare il protocollo anche rafforzano i quadri nazionali per l’identificazione e la protezione delle vittime della tratta, specialmente durante i periodi di crisi, come quello che viviamo oggi. Per porre fine alla tratta di esseri umani, non possiamo permettere che questo crimine sia affrontato con crescente indifferenza e impunità. Bisogna rafforzare la resilienza contro lo sfruttamento e le questioni socioeconomiche e culturali sottostanti che favoriscono la tratta. Bisogna sensibilizzare tutti sui temi della tratta di essere umani e quindi spingere l’attenzione verso coloro che possono fare la differenza in termini di cambiamento della politica e della gestione delle risorse nazionale per rafforzare le misure di prevenzione, migliorare l’identificazione delle vittime, aumentare il sostegno ai sopravvissuti e porre fine all’impunità.


In occasione Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani è fondamentale affrontare le carenze e accelerare l'azione per #EndHumanTrafficking.

1 marzo 2026
Nei giorni scorsi il Progetto Alba ha partecipato all’incontro nazionale “Riflessioni sul Sistema Antitratta” (RSA), tenutosi ad Abano Terme. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, operatori e realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla tratta di esseri umani. Dai dati presentati a livello nazionale emerge un quadro in evoluzione, che invita a leggere il fenomeno con strumenti aggiornati. Non si tratta solo di quantità, ma di trasformazioni nelle modalità di ingresso, nei profili delle persone coinvolte e negli ambiti di sfruttamento. Tre cambiamenti, in particolare, risultano significativi. 1. Ingressi regolari in aumento: cresce il canale aereo Un primo elemento riguarda le modalità di arrivo in Italia: nel 2017 oltre il 90% delle persone intercettate dal sistema antitratta risultava arrivato via mare. Nel 2025 questa percentuale si riduce a poco più del 50%, mentre gli ingressi via aereo superano il 30%. Si osserva quindi una crescita delle persone che entrano nel Paese con visto o contratto di lavoro. Questo dato evidenzia come le situazioni di sfruttamento possano svilupparsi anche all’interno di percorsi formalmente regolari. Lo sfruttamento lavorativo può manifestarsi attraverso retribuzioni non conformi, orari eccessivi, condizioni abitative inadeguate o dipendenza economica dal datore di lavoro. Si tratta di dinamiche che possono emergere progressivamente, soprattutto in presenza di fragilità economica o isolamento sociale. 2. Cambia il profilo delle persone coinvolte Un secondo cambiamento riguarda il genere: nel 2017 le donne rappresentavano circa l’85% delle persone prese in carico dal sistema nazionale. Nel 2025 il dato si riequilibra: gli uomini raggiungono il 52,5%, mentre le donne si attestano al 44%. Parallelamente, cresce la presenza di persone provenienti da Paesi del Nord Africa e dell’Asia centro-meridionale. Il fenomeno si presenta quindi con caratteristiche più articolate rispetto al passato. Le situazioni di vulnerabilità possono riguardare uomini e donne, con percorsi migratori e lavorativi differenti. Questo ampliamento dei profili coinvolti contribuisce a ridefinire l’immagine tradizionale della tratta. 3. Lo sfruttamento lavorativo supera quello sessuale Il dato più significativo riguarda la tipologia di sfruttamento: nel 2025 lo sfruttamento lavorativo rappresenta oltre il 55% dei casi rilevati a livello nazionale, mentre quello sessuale si attesta intorno al 38%. Per la prima volta, il lavoro diventa l’ambito prevalente. A livello nazionale, le situazioni intercettate interessano diversi settori produttivi, tra cui agricoltura, edilizia, manifattura e servizi. Si tratta di un’evoluzione che non ridimensiona la gravità dello sfruttamento sessuale, ma evidenzia come il fenomeno si stia progressivamente orientando verso forme meno visibili e maggiormente legate al contesto lavorativo. Uno sguardo aggiornato anche per il territorio Nel contesto della provincia di Bolzano, la tratta è stata storicamente associata soprattutto allo sfruttamento sessuale. Le evidenze nazionali mostrano oggi un quadro più ampio, in cui assumono rilievo anche le dimensioni lavorative e una crescente presenza maschile. La provincia è caratterizzata da un’economia dinamica e da una significativa domanda di manodopera in diversi settori. In questo scenario, l’aggiornamento delle chiavi di lettura rappresenta uno strumento di prevenzione e consapevolezza. L’evoluzione del fenomeno a livello nazionale offre l’opportunità di rafforzare l’attenzione su possibili situazioni di fragilità, senza attribuire etichette o generalizzazioni, ma promuovendo una cultura della tutela e della responsabilità condivisa. Il ruolo del Progetto Alba Il Progetto Alba , attivo da oltre vent’anni sul territorio provinciale, continua a operare nell’identificazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa delle persone vittime di tratta o grave sfruttamento. Le trasformazioni emerse nel confronto nazionale confermano l’importanza di un approccio integrato che unisca prevenzione, accompagnamento e percorsi di autonomia. Aggiornare lo sguardo significa riconoscere che il fenomeno evolve nel tempo. Rafforzare la collaborazione tra servizi, istituzioni e comunità locali rappresenta uno strumento essenziale per intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità e promuovere percorsi di inclusione duraturi. Segnalare è un gesto di responsabilità Contrastare la tratta significa anche saper riconoscere possibili situazioni di sfruttamento e orientare le persone verso i servizi di tutela. In caso di dubbi o per segnalare situazioni di possibile sfruttamento è attivo il Numero Verde Nazionale Antitratta 800 290 290 , gratuito, multilingue e operativo 24 ore su 24. È possibile contattare direttamente il Progetto Alba al numero 0471 402 338 (Tasto 3) per ricevere informazioni o orientamento. Informarsi, riconoscere e segnalare sono strumenti concreti di prevenzione e responsabilità condivisa.  Manteniamo alta l’attenzione attraverso #AlbaNonTratta #BolzanoNonTratta #AltoAdigeNonTratta #LiberailTuoSogno
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20 ottobre 2025
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