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Nei giorni scorsi il Progetto Alba ha partecipato all’incontro nazionale “Riflessioni sul Sistema Antitratta” (RSA), tenutosi ad Abano Terme. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, operatori e realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla tratta di esseri umani. Dai dati presentati a livello nazionale emerge un quadro in evoluzione, che invita a leggere il fenomeno con strumenti aggiornati. Non si tratta solo di quantità, ma di trasformazioni nelle modalità di ingresso, nei profili delle persone coinvolte e negli ambiti di sfruttamento. Tre cambiamenti, in particolare, risultano significativi. 1. Ingressi regolari in aumento: cresce il canale aereo Un primo elemento riguarda le modalità di arrivo in Italia: nel 2017 oltre il 90% delle persone intercettate dal sistema antitratta risultava arrivato via mare. Nel 2025 questa percentuale si riduce a poco più del 50%, mentre gli ingressi via aereo superano il 30%. Si osserva quindi una crescita delle persone che entrano nel Paese con visto o contratto di lavoro. Questo dato evidenzia come le situazioni di sfruttamento possano svilupparsi anche all’interno di percorsi formalmente regolari. Lo sfruttamento lavorativo può manifestarsi attraverso retribuzioni non conformi, orari eccessivi, condizioni abitative inadeguate o dipendenza economica dal datore di lavoro. Si tratta di dinamiche che possono emergere progressivamente, soprattutto in presenza di fragilità economica o isolamento sociale. 2. Cambia il profilo delle persone coinvolte Un secondo cambiamento riguarda il genere: nel 2017 le donne rappresentavano circa l’85% delle persone prese in carico dal sistema nazionale. Nel 2025 il dato si riequilibra: gli uomini raggiungono il 52,5%, mentre le donne si attestano al 44%. Parallelamente, cresce la presenza di persone provenienti da Paesi del Nord Africa e dell’Asia centro-meridionale. Il fenomeno si presenta quindi con caratteristiche più articolate rispetto al passato. Le situazioni di vulnerabilità possono riguardare uomini e donne, con percorsi migratori e lavorativi differenti. Questo ampliamento dei profili coinvolti contribuisce a ridefinire l’immagine tradizionale della tratta. 3. Lo sfruttamento lavorativo supera quello sessuale Il dato più significativo riguarda la tipologia di sfruttamento: nel 2025 lo sfruttamento lavorativo rappresenta oltre il 55% dei casi rilevati a livello nazionale, mentre quello sessuale si attesta intorno al 38%. Per la prima volta, il lavoro diventa l’ambito prevalente. A livello nazionale, le situazioni intercettate interessano diversi settori produttivi, tra cui agricoltura, edilizia, manifattura e servizi. Si tratta di un’evoluzione che non ridimensiona la gravità dello sfruttamento sessuale, ma evidenzia come il fenomeno si stia progressivamente orientando verso forme meno visibili e maggiormente legate al contesto lavorativo. Uno sguardo aggiornato anche per il territorio Nel contesto della provincia di Bolzano, la tratta è stata storicamente associata soprattutto allo sfruttamento sessuale. Le evidenze nazionali mostrano oggi un quadro più ampio, in cui assumono rilievo anche le dimensioni lavorative e una crescente presenza maschile. La provincia è caratterizzata da un’economia dinamica e da una significativa domanda di manodopera in diversi settori. In questo scenario, l’aggiornamento delle chiavi di lettura rappresenta uno strumento di prevenzione e consapevolezza. L’evoluzione del fenomeno a livello nazionale offre l’opportunità di rafforzare l’attenzione su possibili situazioni di fragilità, senza attribuire etichette o generalizzazioni, ma promuovendo una cultura della tutela e della responsabilità condivisa. Il ruolo del Progetto Alba Il Progetto Alba , attivo da oltre vent’anni sul territorio provinciale, continua a operare nell’identificazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa delle persone vittime di tratta o grave sfruttamento. Le trasformazioni emerse nel confronto nazionale confermano l’importanza di un approccio integrato che unisca prevenzione, accompagnamento e percorsi di autonomia. Aggiornare lo sguardo significa riconoscere che il fenomeno evolve nel tempo. Rafforzare la collaborazione tra servizi, istituzioni e comunità locali rappresenta uno strumento essenziale per intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità e promuovere percorsi di inclusione duraturi. Segnalare è un gesto di responsabilità Contrastare la tratta significa anche saper riconoscere possibili situazioni di sfruttamento e orientare le persone verso i servizi di tutela. In caso di dubbi o per segnalare situazioni di possibile sfruttamento è attivo il Numero Verde Nazionale Antitratta 800 290 290 , gratuito, multilingue e operativo 24 ore su 24. È possibile contattare direttamente il Progetto Alba al numero 0471 402 338 (Tasto 3) per ricevere informazioni o orientamento. Informarsi, riconoscere e segnalare sono strumenti concreti di prevenzione e responsabilità condivisa. Manteniamo alta l’attenzione attraverso #AlbaNonTratta #BolzanoNonTratta #AltoAdigeNonTratta #LiberailTuoSogno

Oggi, 26 giugno, si celebra la giornata internazionale di supporto alle vittime di tortura. Attualmente nel mondo la tortura è un fenomeno ampiamente diffuso, una pratica ordinaria e organizzata. Secondo Amnesty International, su 192 Stati, per ben 132 è provato che la esercitano più o meno sistematicamente. Altri Stati lo fanno con tecniche più o meno evidenti per dissimulare gli effetti della tortura. Secondo Riccardo Noury, il portavoce della sopra menzionata Organizzazione Non Governativa, nel 2015 erano 122 i Paesi in cui si è praticata la tortura. Negli ultimi cinque anni sono stati censiti in totale 144 Paesi a dimostrazione del fatto che questa pratica è un fenomeno globale che interessa i quattro angoli del pianeta, che coinvolge la gran parte dei Paesi che hanno firmato le varie convenzioni in materia, e che ha fatto parlare di una crisi globale della tortura. Le pratiche di tortura non solo non sono casi rari: non solo sono strutturali, sono anche fenomeni strutturati e strutturanti. La tortura si manifesta sotto varie forme, ma viene tendenzialmente esercitata sulle persone più vulnerabili all’interno della società, proprio poiché risultano essere quelle con meno possibilità di difesa. Assoggettamento, sofferenza, reclusione – tutto ciò che accompagna una condizione di vulnerabilità che diviene segregazione – sono le condizioni che caratterizzano la schiavitù odierna. Per tale motivo il fenomeno della tratta di esseri umani è strettamente legato alla tortura e allo sfruttamento, e coinvolge migliaia di vittime ogni anno. Le persone coinvolte nella tratta di esseri umani sono quasi nella totalità dei casi inconsapevoli di ciò che le aspetta una volta giunte nel Paese di destinazione. Vengono infatti ingannate con false promesse di un futuro migliore, di un lavoro dignitoso e ben retribuito, che si tramuta poi però in una delle varie forme che lo sfruttamento può assumere. Nel tentativo di opporsi a tali comandi, la loro ribellione viene repressa con forza e violenza, mettendo in atto vere e proprie forme di tortura. Talvolta subiscono questo trattamento anche nel corso del viaggio intrapreso, come si diceva prima, nella speranza di raggiungere una condizione migliore.

Prostituzione dopo il Covid. Dominano gli annunci online, oggi le prostitute sui marciapiedi sono dimezzate rispetto al 2019. La pandemia ha fatto esplodere gli annunci online, chi si prostituisce ha iniziato a farlo anche, o solo, al chiuso. Come è cambiato il lavoro di Alba dopo la pandemia e come cerchiamo di aiutare chi è vittima di sfruttamento. Ne ha parlato la referente Gina Quiroz al quotidiano locale Alto Adige nell'articolo che puoi leggere sotto.
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Nei giorni scorsi il Progetto Alba ha partecipato all’incontro nazionale “Riflessioni sul Sistema Antitratta” (RSA), tenutosi ad Abano Terme. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, operatori e realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla tratta di esseri umani. Dai dati presentati a livello nazionale emerge un quadro in evoluzione, che invita a leggere il fenomeno con strumenti aggiornati. Non si tratta solo di quantità, ma di trasformazioni nelle modalità di ingresso, nei profili delle persone coinvolte e negli ambiti di sfruttamento. Tre cambiamenti, in particolare, risultano significativi. 1. Ingressi regolari in aumento: cresce il canale aereo Un primo elemento riguarda le modalità di arrivo in Italia: nel 2017 oltre il 90% delle persone intercettate dal sistema antitratta risultava arrivato via mare. Nel 2025 questa percentuale si riduce a poco più del 50%, mentre gli ingressi via aereo superano il 30%. Si osserva quindi una crescita delle persone che entrano nel Paese con visto o contratto di lavoro. Questo dato evidenzia come le situazioni di sfruttamento possano svilupparsi anche all’interno di percorsi formalmente regolari. Lo sfruttamento lavorativo può manifestarsi attraverso retribuzioni non conformi, orari eccessivi, condizioni abitative inadeguate o dipendenza economica dal datore di lavoro. Si tratta di dinamiche che possono emergere progressivamente, soprattutto in presenza di fragilità economica o isolamento sociale. 2. Cambia il profilo delle persone coinvolte Un secondo cambiamento riguarda il genere: nel 2017 le donne rappresentavano circa l’85% delle persone prese in carico dal sistema nazionale. Nel 2025 il dato si riequilibra: gli uomini raggiungono il 52,5%, mentre le donne si attestano al 44%. Parallelamente, cresce la presenza di persone provenienti da Paesi del Nord Africa e dell’Asia centro-meridionale. Il fenomeno si presenta quindi con caratteristiche più articolate rispetto al passato. Le situazioni di vulnerabilità possono riguardare uomini e donne, con percorsi migratori e lavorativi differenti. Questo ampliamento dei profili coinvolti contribuisce a ridefinire l’immagine tradizionale della tratta. 3. Lo sfruttamento lavorativo supera quello sessuale Il dato più significativo riguarda la tipologia di sfruttamento: nel 2025 lo sfruttamento lavorativo rappresenta oltre il 55% dei casi rilevati a livello nazionale, mentre quello sessuale si attesta intorno al 38%. Per la prima volta, il lavoro diventa l’ambito prevalente. A livello nazionale, le situazioni intercettate interessano diversi settori produttivi, tra cui agricoltura, edilizia, manifattura e servizi. Si tratta di un’evoluzione che non ridimensiona la gravità dello sfruttamento sessuale, ma evidenzia come il fenomeno si stia progressivamente orientando verso forme meno visibili e maggiormente legate al contesto lavorativo. Uno sguardo aggiornato anche per il territorio Nel contesto della provincia di Bolzano, la tratta è stata storicamente associata soprattutto allo sfruttamento sessuale. Le evidenze nazionali mostrano oggi un quadro più ampio, in cui assumono rilievo anche le dimensioni lavorative e una crescente presenza maschile. La provincia è caratterizzata da un’economia dinamica e da una significativa domanda di manodopera in diversi settori. In questo scenario, l’aggiornamento delle chiavi di lettura rappresenta uno strumento di prevenzione e consapevolezza. L’evoluzione del fenomeno a livello nazionale offre l’opportunità di rafforzare l’attenzione su possibili situazioni di fragilità, senza attribuire etichette o generalizzazioni, ma promuovendo una cultura della tutela e della responsabilità condivisa. Il ruolo del Progetto Alba Il Progetto Alba , attivo da oltre vent’anni sul territorio provinciale, continua a operare nell’identificazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa delle persone vittime di tratta o grave sfruttamento. Le trasformazioni emerse nel confronto nazionale confermano l’importanza di un approccio integrato che unisca prevenzione, accompagnamento e percorsi di autonomia. Aggiornare lo sguardo significa riconoscere che il fenomeno evolve nel tempo. Rafforzare la collaborazione tra servizi, istituzioni e comunità locali rappresenta uno strumento essenziale per intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità e promuovere percorsi di inclusione duraturi. Segnalare è un gesto di responsabilità Contrastare la tratta significa anche saper riconoscere possibili situazioni di sfruttamento e orientare le persone verso i servizi di tutela. In caso di dubbi o per segnalare situazioni di possibile sfruttamento è attivo il Numero Verde Nazionale Antitratta 800 290 290 , gratuito, multilingue e operativo 24 ore su 24. È possibile contattare direttamente il Progetto Alba al numero 0471 402 338 (Tasto 3) per ricevere informazioni o orientamento. Informarsi, riconoscere e segnalare sono strumenti concreti di prevenzione e responsabilità condivisa. Manteniamo alta l’attenzione attraverso #AlbaNonTratta #BolzanoNonTratta #AltoAdigeNonTratta #LiberailTuoSogno

Oggi, 26 giugno, si celebra la giornata internazionale di supporto alle vittime di tortura. Attualmente nel mondo la tortura è un fenomeno ampiamente diffuso, una pratica ordinaria e organizzata. Secondo Amnesty International, su 192 Stati, per ben 132 è provato che la esercitano più o meno sistematicamente. Altri Stati lo fanno con tecniche più o meno evidenti per dissimulare gli effetti della tortura. Secondo Riccardo Noury, il portavoce della sopra menzionata Organizzazione Non Governativa, nel 2015 erano 122 i Paesi in cui si è praticata la tortura. Negli ultimi cinque anni sono stati censiti in totale 144 Paesi a dimostrazione del fatto che questa pratica è un fenomeno globale che interessa i quattro angoli del pianeta, che coinvolge la gran parte dei Paesi che hanno firmato le varie convenzioni in materia, e che ha fatto parlare di una crisi globale della tortura. Le pratiche di tortura non solo non sono casi rari: non solo sono strutturali, sono anche fenomeni strutturati e strutturanti. La tortura si manifesta sotto varie forme, ma viene tendenzialmente esercitata sulle persone più vulnerabili all’interno della società, proprio poiché risultano essere quelle con meno possibilità di difesa. Assoggettamento, sofferenza, reclusione – tutto ciò che accompagna una condizione di vulnerabilità che diviene segregazione – sono le condizioni che caratterizzano la schiavitù odierna. Per tale motivo il fenomeno della tratta di esseri umani è strettamente legato alla tortura e allo sfruttamento, e coinvolge migliaia di vittime ogni anno. Le persone coinvolte nella tratta di esseri umani sono quasi nella totalità dei casi inconsapevoli di ciò che le aspetta una volta giunte nel Paese di destinazione. Vengono infatti ingannate con false promesse di un futuro migliore, di un lavoro dignitoso e ben retribuito, che si tramuta poi però in una delle varie forme che lo sfruttamento può assumere. Nel tentativo di opporsi a tali comandi, la loro ribellione viene repressa con forza e violenza, mettendo in atto vere e proprie forme di tortura. Talvolta subiscono questo trattamento anche nel corso del viaggio intrapreso, come si diceva prima, nella speranza di raggiungere una condizione migliore.

Prostituzione dopo il Covid. Dominano gli annunci online, oggi le prostitute sui marciapiedi sono dimezzate rispetto al 2019. La pandemia ha fatto esplodere gli annunci online, chi si prostituisce ha iniziato a farlo anche, o solo, al chiuso. Come è cambiato il lavoro di Alba dopo la pandemia e come cerchiamo di aiutare chi è vittima di sfruttamento. Ne ha parlato la referente Gina Quiroz al quotidiano locale Alto Adige nell'articolo che puoi leggere sotto.

𝟮𝟬° 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗔𝗟𝗕𝗔 - 𝗡𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶. 𝗘𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲. 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮𝗻𝘇𝗲. 𝗦𝗰𝗲𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮. Salva la data e partecipa all'evento a Merano. Ti aspettiamo, lunedì 𝟴 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 alle ore 17.30 c/o la Sala Bortoli a Merano per la presentazione del nostro progetto. Luogo della presentazione: Centro Cultura Mairania - Via Cavour 1 - Merano

Bolzano - Violenza sessuale sulla compagna incinta, arrestato pregiudicato Bolzano. Un nuovo caso di violenza sulle donne che si è concluso con l'arresto dell'aguzzino. Una violenza che poteva trasformarsi in femminicidio, ma che grazie al coraggio della donna di denunciare il suo compagno alle autorità, ha avuto un epilogo positivo. [...] «L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile a seguito della denuncia sporta lo scorso 12 febbraio dalla compagna dell'uomo, con cui ha convissuto in una tenda sull'argine dell'Isarco, ha consentito di riscontrare le condotte violente e reiterate delle quali per lungo tempo è stata vittima la donna. Comportamenti che si sono aggravati negli ultimi tempi, quando l’uomo aveva saputo del suo stato di gravidanza. » [estratto dall'Articolo del quotidiano Alto Adige] Non smetteremo mai di ricordare quanto sia importante denunciare episodi di violenza, di sfruttamento e di tratta e aiutare le vittime che non hanno voce a chiedere giustizia, riprendere in mano la propria vita e poter assicurare alla giustizia i responsabili di questi reati! La storia completa sul sito del quotidiano Alto Adige: https://bit.ly/3TsZZqc

Per tutti coloro che hanno preso parte ai nostri eventi a Bressanone e a Bolzano e per coloro che desiderano approfondire la storia del progetto Alba nei suoi primi 20 anni di attività sul territorio provinciale, mettiamo a disposizione la documentazione che abbiamo proiettato durante le conferenze. Nella documentazione sono presenti i punti fondamentali delle normative che hanno permesso al progetto Alba di operare sul territorio, metodologie di lavoro per la lotta alla tratta e le statistiche dei vent'anni di impegno sul territorio.



























